Lisetta Carmi

L'ombra di un poeta

January 29 - February 12, 2018

Lisetta Carmi fotografata da Toni Thorimbert, Cisternino, 2011

Copyright © Lisetta Carmi, Courtesy Martini & Ronchetti


UNA VISITA A EZRA POUND

(ovvero l'incontro con l'ombra di un poeta)

 

Tutti sanno che Ezra Pound abita vicino a Rapallo, ma pochi saprebbero dove trovarlo esattamente. Io sono fortunata: ho un amico che conosce Pound, la segretaria di Pound, la casa dove abitano.

Così in una giornata di scirocco, grigia, umida e ventosa, ci incamminiamo verso Rapallo con la speranza di poter incontrare il poeta. Entriamo nell'autostrada e verso le quattro arriviamo sulle alture di Rapallo, a Sant'Ambrogio. La casa -una tipica vecchia casa ligure gialla e rosa nascosta fra gli ulivi- è muta, alla porta non c'è campanello, le finestre sono chiuse e silenziose, nessun segno di vita traspare all'esterno. Ci saranno? Vorranno aprirci? Andiamo a bussare a una casetta dove abita una donna che fa le pulizie in casa di Pound, forse potrà darci qualche informazione: anche lì nessuno risponde. Ma dopo un pò si apre una porta da cui si affaccia un vecchietto arzillo senza scarpe, con le mani rattrappite dall'artrite deformante, con lo sguardo vivo e arguto.

"Sì", dice il vecchietto "il poeta abita lì, ieri c'era, mia nipote non c'è, è andata a Genova. Io non so niente, però adesso mi metto le scarpe e vengo: proviamo a bussare, forse qualcuno aprirà".

Sale con un pò di fatica le scale ma è tutto allegro: dice che ha ottantasei anni e sembra contento di poter essere utile a qualcuno, che qualcuno abbia bisogno di lui.

Bussiamo sulla porta verde laccata di fresco: silenzio.

Bussiamo ancora: sempre silenzio.

Noi siamo delusi, il vecchietto che rideva e parlava diventa serio. Sembra deluso anche lui di non averci potuto fare un piacere.

Oramai stiamo per andarcene: è evidente che in casa non c'è nessuno o che non desiderano aprire.

Ma ecco! dietro la porta si sente un rumore, sembra che qualcuno voglia aprire ma non riesca a trovare la serratura, sentiamo strusciare, armeggiare con lentezza e incertezza.

 


Copyright © Lisetta Carmi, Courtesy Martini & Ronchetti


La porta si apre lentamente e appare la lunga figura di Ezra Pound.

E' alto e magrissimo: era a letto, non sta bene, è in pigiama con una vestaglia scura e ampia che tiene chiusa con mani scheletriche, i capelli bianchi sono disordinati: ci guarda con stupore, con distacco.

Esce sulla porta, fissa su di noi il suo sguardo, uno sguardo indefinibile che va oltre le nostre persone e guarda l'infinito: Pound è lontano da noi come se noi non esistessimo, eppure a tratti sembriamo fargli paura. Io lo fotografo ma mi sembra un'apparizione: sembra un essere che vive in un mondo chiuso, un mondo dove noi non possiamo entrare, io ho quasi paura che a un tratto si scateni la forza che è in lui, la forza terribile e la disperazione perduta che brillano nel suo sguardo. E invece Pound continua a ignorarci, si volta e rientra in casa, ci guarda ancora una volta, chiude la porta lentamente ma la accosta soltanto: e lo sentiamo restare immobile dietro la porta non chiusa, ai piedi delle scale.

Pound non ha detto una parola, l'incontro è durato pochi minuti, ci siamo soltanto guardati: abbiamo incontrato l'ombra di un poeta.

 

Lisetta Carmi

Genova, 11 febbraio 1966