Giancarlo Schiaffini

Immaginare la musica

25 May - 1 June 2017

Giancarlo Schiaffini, composer-trombonist-tubist, born in Rome and graduated in Physics. Self-taught, he started with first free-jazz concerts in Italy and compositions in the mid 1960's. In 1970 he studied at Darmstadt with Stockhausen, Ligeti and Globokar and formed the contemporary ensemble Nuove Forme Sonore. He collaborated with the Gruppo di Improvvisazione di Nuova Consonanza and taught at the Conservatory in l'Aquila and Siena Jazz. He plays in concerts and International Festivals of Contemporary music and Jazz like Teatro alla Scala, IRCAM, Donaueschingen, Moers, FIMAV and Toronto (Canada), Bimhuis (Amsterdam), Jazz Yatra (India), NYU (New York), teachers in Seminars all over the World. He worked with Cage, Armitage, Nono, Scelsi, played for Radios in many countries and recorded more than 160 LPs and CDs. His treatise on trombone techniques is published by Ricordi, and about improvisation, listening and composition by Auditorium (Milan). He is quoted by Biographical Encyclopedia of Jazz (Oxford University Press) and by Enciclopedia della Musica (Garzanti).


"I meccanismi del pensiero musicale sono molteplici, articolati e spesso imprevedibili. Sono coinvolti in una macchina straordinariamente complessa, e in proporzioni molto variabili, la neurologia, l'ambiente fisico, la società in cui si vive e si agisce, le tecniche tradizionali e innovative, le storie personali, la pratica, la capacità di ascolto, le finalità del lavoro individuale, la memoria, il caso, l'errore e, naturalmente, il talento e l'immaginazione, che sono le qualità fondamentali e universalmente riconosciute come indispensabili. Sicuramente non è facile districarsi in questa quantità di influenze e di percorsi possibili, altrettanto certamente le soluzioni individuali saranno pressappoco infinite, ma tenere conto del fatto che esistono molte concause può aiutare a cercare un po di chiarezza nella comprensione della nascita di un oggetto musicale."

 

Giancarlo Schiaffini


"The mechanisms of musical thought are multiple, ramified, often unpredictable. In an extraordinarily complex machine, and in fully variable proportions, neurology, the physical environment, the society in which one lives and acts, traditional and innovative techniques, personal histories, practice, listening capacity, the goals of individual work, memory, chance, error and, of course, talent and imagination, which are fundamental qualities universally recognized as indispensable, are all involved. It is definitely not easy to find one's way in this myriad of possible paths and influences, and the individual solutions are pratically infinite in number, but taking into account the existence of these many concomitant causes can be helpful in order to seek a bit of clarity in the comprehension of the birth of a musical object."

 

Traduzione a cura di Erratum


ESTRATTI DA IMMAGINARE LA MUSICA

di Giancarlo Schiaffini

Auditorium, Haze Hans e Alice Zevi Editions; Milano; 2017.

 

La creatività deve essere sempre risvegliata da stimoli nuovi e diversi; a questo scopo l'errore dà sempre una indicazione imprevista.

Teniamo presente che la parola "errore" non ha di per sé soltanto il significato negativo che le si attribuisce solitamente; letteralmente errore significa: l'andar vagando, peregrinazione, vagabondaggio. E da vagare derivano "vaghezza", come incertezza, ma anche bellezza, leggiadria, grazia e "vago", che significa indeterminato, ma anche leggiadro, bello, grazioso, o amabile, piacevole. Che si può chiedere di meglio per stimolare la fantasia?